lunedì, 20 novembre 2006

fuego

sin dai tempi più remoti il fuoco, escluso quello usato per scopi fisiologici quali alimentarsi e riscaldarsi è simbolo di purificazione profonda, eliminazione dello sporco: non a caso Dante parlò delle fiamme dell'inferno, cosi come nel medioevo le ferite da lama venivano disinfettate col fuoco, e tutt'oggi il contadino usi disfarsi delle erbacce e dei cespugli spinosi del suo orto accatastandoli e dandogli fuoco.

via dalla sporca guerra
ma c'è un tipo di fuoco che invece di purificare macchia, un tipo di fuoco che invece di curare insanguina, un tipo di fuoco che invece di mettere ordine crea il caos: si tratta del fuoco delle armi! il fuoco di guerra, il suono del comando dato da un generale ai suoi uomini, comando sul quale non si può riflettere; bisogna solamente eseguire, pensare ad alleggerire i fucili portati in groppa tutta la giornata scaricando un pò di piombo su un obbiettivo preciso seppur ignoto.. senza alcuna possibilità di riflettere, senza diritto di opporsi, senza la possibilità di far sentire la propria voce, questi ultimi limite, a pensarci bene, rende questi "uomini" un pò meno eroi di come si vuole rappresentarli, un pò meno uomini.

Bruciare un fantoccio con un soldato, italiano, arabo o uzbechistano che sia, per me è simbolo di purificazione, è sfatare uno sporco mito, è una nota che segna una maturità  tale da non cadere più nella trappola della più grande arma demagogica: il patriottismo. Nassyria non è una strage meno importante di qualsiasi bomba lanciata su Bagdad, i caduti di nassyria non sono eroi, ma servi. Attenzione a non confondere i partigiani con i mercenari: coloro che sono partiti per una qualsiasi guerra moderna hanno fatto una libera scelta dettata da motivi più economici che spirituali ed il più delle volte ahimè, è una scelta vista come un normale lavoro: ho conoscenti che hanno intrapreso la carriera militare, e quando mi parlano della loro aspirazione a fare una missione non accennano ad alcun valore eroico, ma parlano di "sei mesi senza fare niente, si rischia un pò ma quando torni ti sei sistemato"  eccoli quindi i nostri eroi, ecco i caduti di Nassyria, adesso è inutile glorificarli per far si che altri continuino ad effettuare questa scelta sentendosi anche un pò fighi.. queste persone vanno umiliate, ben gli stà, la guerra non è un lavoro! la guerra è morte, e se decidi di parteciparvi te la sei cercata.. "10, 100, 1000 Nassyria!!" che vi serva di lezione. Ma al finale, non è tanto con i soldati che me la prenderei, ma con chi come il nostro premier che facendo apparire la manifestazione di venerdì come "...un gravissimo gesto di irresponsabilità" non ha fatto altro che dimostrare di essere un irresponsabile lui che con questa frase continua a dare un alibi ai giovani allocchi delle caserme, che se partono per la guerra, nel peggiore dei casi hanno la prospettiva di diventare eroi nazionali.. 

via dalla guerra
manifestazioni scomode...
RastaMc sta credendosi scrittore alle | 14:49 | commenti (16) | Torna su

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